
ALFREDO ORIANI
BARI
GIUS. LATERZA & FIGLI
TIPOGRAFI-EDITORI-LIBRAI
1918
PROPRIETÀ LETTERARIA
Riservati tutti i diritti
MAGGIO MCMXVIII — 49101
INDICE
| Vox clamans | Pag. 7 |
| Prologo | 15 |
| Il melodramma | 23 |
| Il mistero dell'anarca | 33 |
| Andrée | 47 |
| Al mare, al mare | 59 |
| Dalla laguna | 73 |
| La bancarotta della scienza | 83 |
| Il duca di Reichstadt | 99 |
| Pasqua | 115 |
| L'addio | 125 |
| Checco | 137 |
| Il marito che uccide | 159 |
| La vergine | 169 |
| La testa di Bismarck | 179 |
| La poesia del dolore | 191 |
| Epilogo | 213 |
[5]
AL BARONE GIUSEPPE BARATELLI
MORTO LA NOTTE DEL 12 AGOSTO
NEL DISASTRO DI CASTEL GIUBILEO.
[7]
Anch'egli è morto.
L'ultima volta, che lo salutai alla stazione di Bologna,la notte estiva era cupa; grosse nuvole si spostavanogrevi nel cielo senza stelle, l'aria stagnava. Eravamo venutia piedi per la nuova via della vecchia città, quasideserta a quell'ora ma vivamente illuminata sotto i porticialti e sonori. Come sempre, egli parlava ammonendo,mentre a me pareva di sentire nell'aria, al disopra dellenostre teste, avvicinarsi qualche altra tristezza. Eppurela sua parola aveva la consueta limpidità quasi di alba,quando nel chiarore del giorno nascente traspare comela luce di un altro mondo lontano, e le prime voci dellaterra somigliano al murmure di una preghiera.
— Bisogna credere, bisogna credere — ripetè due o trevolte, e il suo largo gesto si appuntò dinanzi a noi nellanotte, verso qualche cosa che ci aspettava.
Infatti egli aveva sempre creduto la sua meta vicina,e la mia più alta ma egualmente sicura attraverso tuttii pericoli e gl'inganni della via. Una fede ardeva in luicol quieto splendore di una lampada, rischiarando l'operadella vita